Vegetalmente Sani

Frutta e verdura di stagione: spendi meno e mangia meglioLa buona tavola è innanzitutto un’esigenza legata al benessere. Coniugare prodotti sani e di qualità con il fattore economico può sembrare difficile, ma basta fare la spesa con intelligenza e con un occhio al calendario

Le scelte alimentari che ogni giorno compiamo hanno una forte impatto sulla salute, ricordiamo infatti che lo scorretto comportamento alimentare è una delle cause principali di numerose patologie.


L’errore principale consiste nel fatto che un cibo viene scelto principalmente in base all’aspetto estetico, all’apparenza e alla convenienza economica, magari a discapito della genuinità e della qualità. Gli alimenti sottoposti a processi di coltivazione innaturale, trasformazione, conservazione, sono denudati di tutto ciò che benefico e naturale possedevano in principio per rispondere ad una illogica “logica” di mercato che vuole imporre al consumatore “la perfezione estetica” come sinonimo di qualità.

Nelle numerose linee guida per una sana alimentazione viene sempre messo in evidenza l’importanza di assumere giornalmente cinque porzioni di frutta e verdura. È un suggerimento corretto, ma incompleto: quale frutta? Quale verdura? Nei mercati abbiamo la possibilità di trovare un’ampia gamma di prodotti ortofrutticoli. Purtroppo! Questo disappunto nasce dall’osservazione che negli scaffali troviamo principalmente prodotti NON di stagione: fragole, prugne e ciliegie a Natale, oppure arance e mandarini in piena estate. Difficilmente il consumatore si indigna di fronte queste proposte alimentari, non protesta per essere trattato da ignorante riguardo la stagionalità dei cibi; anzi, preferisce prevalentemente lasciarsi guidare nelle scelte alimentari in base a ciò che viene esposto sui banconi illudendosi e autoconvincendosi di considerare “primizia” ciò che in realtà non è.

 

Cosa conviene comprare

Mangiare frutta e verdura di stagione sono un vantaggio economico, perché venduti a minor prezzo, e offrono vantaggi nutrizionali per il consumatore. Vediamo subito quali sono i prodotti che conviene acquistare in autunno e, in particolare, a ottobre:

Verdura e ortaggi: aglio, bietole costa, broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, burghul, carote, cicoria belga, cicoria catalogna, cime di rapa, cipolla, cipolline, cipollotti, funghi, insalata gentile, insalata riccia, lattuga, lattuga iceberg, lenticchie, lupini, mais, orzo, patate mature, pomodori, porri, radicchio verde, ravanelli, rucola, scalogni, scarola, sedano, songino, tartufo bianchetto, tartufo nero, tartufo estivo

Frutta: ananas, cachi, castagne, datteri, kiwi, lime, limoni, mandorle, mangostani, mele cotogne, meloni gialli di Paceco, nocciole, noci, olive, papaya, pere abate, pere Williams, pere Williams rosse, pere conference, pere Kaiser, pere decane, pere Santa Maria, pomeli, uva.

 

I vantaggi nel mangiare “giusto”

Ma perché in natura gli alimenti non sono presenti in tutte le stagioni? Madre natura ha pensato proprio a tutto: se alcuni cibi sono esclusivamente presenti in una sola stagione, vuol dire che quello è il momento in cui quel prodotto può offrire maggiori vantaggi per la salute.

Facciamo alcuni esempi: gli agrumi e i kiwi sono frutti invernali, l’alto contenuto in vitamina C così come tanti altri antiossidanti, sono importanti per difendere l’organismo dagli stati influenzali e parainfluenzali tipici di questa stagione. In estate abbondano invece prodotti come radicchio, albicocche, cicoria, lattughe, meloni gialli, sedano, peperoni, pomodori, pesche, cocomeri e ciliegie. Questi alimenti non a caso sono capaci di stimolare la produzione di melanina, pigmento capace di proteggere la pelle dall’azione nociva dei raggi solari insieme alla vitamina A anch’essa abbondantemente presente. In autunno carciofi e cardi svolgono una importante azione depurativa in particolare del fegato, mentre il melograno grazie alla sua azione antibatterica protegge l’organismo preparandolo ad affrontare l’inverno. L’alternarsi delle stagioni e della produzione ortofrutticola offre quindi al consumatore la possibilità di avere una alimentazione varia garantendo contemporaneamente la possibilità di assumere sostanze nutritive fondamentali per il mantenimento dello stato di salute , ma anche l’occasione di gustare e apprezzare diversi sapori.

 

I problemi degli alimenti fuori stagione

Il prodotto importato e non di stagione ha spesso proprietà nutrizionali alterate: solitamente provengono da paesi anche molto lontani e, a causa del lungo viaggio, vengono raccolti in largo anticipo e sottoposti a trattamenti che si basano sull’impiego di gas al fine di bloccare la maturazione che avverrà in una seconda fase, ovvero quando verranno conservati nelle celle frigorifero. Queste tecniche non causano danni alla salute dell’uomo ma lo illudono di poter trarre dei benefici da un alimento pagato anche a caro prezzo. Le conseguenze invece di queste metodologie di trattamento sono quelle di ottenere alla fine un prodotto privo di gusto e povero di sostanze nutritive perché il prodotto, staccato dalla pianta madre in un tempo eccessivamente prematuro, non ha la possibilità di acquisire e sviluppare minerali e vitamine normalmente presenti ad alte concentrazioni con la maturazione.

Lo stesso risultato negativo lo si ottiene dai prodotti coltivati nelle serre riscaldate: le temperature artefatte, la concimazione forzata sono i punti di forza di questa tecnica agricola. Per non parlare poi delle cosiddette colture fuori suolo ovvero le piante vengono coltivate non ponendole nel suolo,ma in soluzioni nutritive preparate in laboratorio. Se da un lato queste innovative tecniche di coltivazione favoriscono la crescita delle piante, incrementano la produttività, riducono il rischio di aggressione da parte dei microrganismi e degli insetti; dall’altro lato permettono di ottenere un frutto che in natura in realtà non esiste: esteticamente perfetto, eccessivamente ricco in acqua, dotato di uno scarso contenuto in vitamine e minerale, e da un sapore insignificante.

Da non sottovalutare è anche l’aspetto della sicurezza alimentare: nei paesi dai quali provengono i prodotti fuori stagione non è detto che esista una regolamentazione severa ed esigente come la nostra riguardante tutte le fasi della filiera di produzione. Questi prodotti potrebbero contenere tracce di sostanze chimiche, anche con effetto potenzialmente cancerogeno, capaci di arrecare danni alla salute.

Mangiare alimenti non di stagione, dal punto di vista ecologico, ha anche un impatto fortemente negativo sull’ambiente: i migliaia di chilometri percorsi per il trasporto necessitano un dispendio considerevole di carburanti che ovviamente hanno un effetto negativo sulla salubrità dell’ambiente.

 

 


Pubblicato da Valentina Schirò (biologa nutrizionista) in Più Sani Più Belli

 


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