Vegetalmente Sani

Gandalf (Ian McKellen), personaggio millenario di «Il Signore degli Anelli»Gandalf (Ian McKellen), personaggio millenario di «Il Signore degli Anelli»Non esistono pillole per invecchiare bene e diventare come Gandalf, personaggio millenario di «Il Signore degli Anelli» (Ian McKellen).

Usare molto muscoli e cervello è decisivo. Verdura, frutta e legumi i migliori alleati.


Si potrà presto "andare a 120"? Mentre gli scienziati si chiedono quale sia il limite d’età oltre cui l’uomo non potrà mai spingersi (pare che 120 anni sia una meta non superabile) e l’Ue celebra l’Anno per l’invecchiamento attivo e la solidarietà fra generazioni, tutti ci chiediamo che cosa possiamo fare per restare in salute il più a lungo possibile quando approderemo alla terza e quarta età.


«Innanzitutto, è bene sgombrare il campo dagli equivoci: non potremo diventare tutti dei Matusalemme e non è pensabile arrivare in perfetta forma a 100 anni, facendo quello che era normale quando ne avevamo 40» puntualizza Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di cardiologia geriatrica.


ACCETTARE I LIMITI
- Conferma Giuseppe Paolisso, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria: «Il concetto di salute nell’anziano è diverso da quello che vale per l’adulto: significa non avere malattie complicate, ma non esclude la presenza di piccoli disturbi. In altri termini, un anziano deve accettare alcuni limiti, non può pensare di essere lucido e scattante come un ventenne nel guidare l’auto, anche se è in grado di mettersi al volante. Detto questo, si può fare molto per arrivare in forma alla terza età, ma bisogna sapere che ad invecchiare bene si comincia da giovani: serve uno stile di vita corretto, da mantenere sempre, fatto di dieta sana, esercizio fisico regolare, astensione dal fumo e controllo dei fattori di rischio cardiovascolare come sovrappeso, obesità, ipertensione, diabete». Le regole di buona salute sono insomma quelle note, e si sa anche che attività fisica e dieta mediterranea (che significa abbondanza di verdure e legumi, non pasta e pizza a volontà) potenziano a vicenda i loro effetti benefici scaccia-acciacchi.


ALLENARE MUSCOLI E CERVELLO - «Se fosse possibile mettere in una pastiglia l’attività fisica, sarebbe il medicinale più utile e più venduto» osserva il geriatra Roberto Bernabei del Policlinico Gemelli, di Roma. Purtroppo anche gli anziani più autonomi, come emerge dall’ (indagine SeBA), non sono attivi quanto dovrebbero. «Muoversi è fondamentale per invecchiare bene: chi si ferma perde pian piano la funzionalità motoria; bisogna sforzarsi di camminare un po’ ogni giorno anche da molto anziani perché altrimenti si rischia un deterioramento maggiore e più rapido — puntualizza Paolisso —. Lo stesso vale per le funzioni cognitive, che vanno allenate proprio come i muscoli stimolandole attraverso letture, partecipazione sociale e interazioni personali. Guardare la Tv "spegne" invece il nostro cervello». «Il tasso di demenza cresce fra chi fa lavori monotoni e nelle persone con bassa scolarità — osserva il neurologo Sandro Sorbi, direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche, dell’Università di Firenze —. Questo perché stimolare il cervello e tenerlo sempre in funzione regala una "riserva cognitiva" più ampia: chi non ha mai rinunciato ad attività socialmente e culturalmente impegnative anche in caso di demenza manifesta i sintomi più tardi, perché compensa meglio la perdita di neuroni. E poiché a noi interessa che il cervello funzioni e non che sia perfettamente integro, è bene mantenerlo sempre attivo».


LE CURE GIUSTE
- La parola "attivo", fisicamente e mentalmente, pare insomma il fulcro della prevenzione dei guai della vecchiaia. Ma non basta: «Gli altri cardini della salute sono la prescrizione e l’aderenza alle cure opportune — riprende Marchionni —. Purtroppo tuttora gli anziani sono discriminati e al crescere dell'età cala la quota di pazienti trattati con i farmaci, che i medici non danno pensando sia meglio non sovraccaricare il paziente e considerando anche che la maggior parte dei dati sull’impiego dei medicinali arriva tuttora da sperimentazioni condotte su adulti sotto i 65 anni di età. Uno studio su tre esclude infatti gli anziani e questa carenza di informazioni precise pesa sulla propensione a prescrivere medicinali». «Eppure sappiamo — continua Marchionni — che perfino gli over 85 traggono gli stessi, se non maggiori, vantaggi dalle terapie: la riduzione della mortalità dando i farmaci giusti ai pazienti che hanno avuto un infarto, ad esempio, è più consistente proprio in chi è più in là con gli anni. C’è dunque ancora molto da fare per consentire a un maggior numero di anziani di restare in salute il maggior tempo possibile, peraltro con interventi che non sono sofisticati. Il 60-70% degli ultrasettantenni ha la pressione alta e i pazienti in terapia non arrivano al 50%, fra chi prende farmaci solo la metà tiene davvero sotto controllo la pressione. Eppure l’ipertensione è uno dei fattori di rischio più importanti per mortalità e disabilità, perché aumenta molto il pericolo di ictus, e gli antipertensivi sono farmaci tutto sommato poco costosi».


INTEGRATORI? INUTILI O DANNOSI
- Vale la pena quindi curare ipertensione, diabete, colesterolo alto anche da (molto) anziani; meglio non credere, invece, alle promesse di eterna giovinezza con integratori o ormoni. «Invecchiando cambiano i segnali neuro-ormonali, il metabolismo, moltissimi parametri biologici — sottolinea Marchionni —. Dire che è possibile rallentare i processi di invecchiamento con una singola sostanza o un mix non ha senso, anche perché non siamo ancora in grado di capire i complessi rapporti reciproci fra tutti gli elementi biologici che si modificano durante la vecchiaia. Per quel che ne sappiamo a oggi, prendere dosi da cavallo di integratori o di ormoni non allontana malattie e morte. A volte può essere perfino controproducente. Un’integrazione può essere utile solo quando si sia dimostrata una vera carenza» conclude il geriatra.

 

 

 


Pubblicato da Elena Meli sul Corriere.it il 11 giugno 2012

 


Nota: Per qualsiasi cambiamento della propria terapia o dieta è opportuno e necessario rivolgersi al proprio medico o dietista di fiducia. I proprietari e gli editori di questo sito non potranno essere ritenuti responsabili dell'applicazione, in qualsiasi modo, di indicazioni o informazioni mediche o dietologiche dedotte dal contenuto di questo articolo, che non sono state controllate da un professionista della salute.

Liberatoria: Il testo riprodotto qui sopra è stato acquisito da fonti pubbliche disponibili e consultabili sulla rete Internet, chiaramente citate all'interno del documento. L'autorizzazione alla ripubblicazione potrebbe non essere stata richiesta espressamente, ma il contenuto viene messo a disposizione dei visitatori del sito per diffondere e approfondire le conoscenze su prodotti vegetali importanti ai fini di una corretta alimentazione salutare. Si ritiene che ciò costituisca un uso ragionevole di qualsiasi materiale anche se protetto da copyright, nell'ambito dell'obiettivo comune di aiutare, supportare e informare in buona fede. Gli eventuali marchi di fabbrica, i marchi di servizi, i nomi depositati e i prodotti citati nel presente articolo e/o sito sono protetti e riconosciuti ai rispettivi proprietari a livello nazionale o internazionale.