Vegetalmente Sani

Varie_612.jpg Basta un succo di frutta per riparare ai danni di un pasto troppo ricco di grassi.

Forse non è proprio così, ma di certo l'introduzione di alimenti di origine vegetale aiuta a modulare la risposta infiammatoria del nostro organismo, il cosiddetto stress infiammatorio postprandiale.

 


Lo ha dimostrato uno studio dell'Inran, l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione vigilato dal Mipaaf (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali).


La ricerca, appena pubblicata su “Current Pharmaceutical Design”, prende spunto dalle evidenze scientifiche che mostrano come l’organismo, nel corso della normale difesa immunitaria, genera alcune proteine infiammatorie, le citochine, che vengono prodotte, come reazione fisiologica, anche dopo pasti ad eccessivo contenuto in grassi. È stato osservato che questi meccanismi infiammatori, a lungo termine, possono diventare cronici (come nel caso dell’obesità), aumentando il rischio di complicazioni cardiovascolari.


Lo studio, che ha seguito un disegno incrociato, randomizzato, a doppio cieco e controllato per placebo, si è svolto su 14 adulti (12 uomini e 2 donne), sovrappeso, sani, non fumatori, che non assumono integratori e che hanno seguito, per i due giorni precedenti l’inizio dell’esperimento, una dieta a basso contenuto di antiossidanti (cioè senza frutta e verdura fresche, succhi di frutta, tè, caffè, vino). Quindi è stato loro somministrato un pasto altamente calorico (1344 kcal con il 55% di grassi): uova fritte (108g), patate fritte (212g), formaggio (90g), pane bianco (90g), accompagnato da 500 ml di una bevanda placebo o della bevanda a base di succo di ananas, prugna e ribes nero. Dopo almeno 10 giorni di intervallo, l’esperimento è stato ripetuto, in modo tale che tutti i soggetti potessero ingerire entrambe le bevande.


Le analisi effettuate hanno dimostrato che la bevanda a base di succo di frutta modula lo stress infiammatorio indotto dal pasto nell’organismo, attraverso una riduzione altamente significativa dei livelli plasmatici delle citochine infiammatorie Il-17, IL-6 e TNF-a, che oscilla tra il 90% e il 45% del valore osservato in assenza della bevanda a base di succo di frutta.

“I risultati di questo studio forniscono, per la prima volta, le basi scientifiche dell’importanza delle bevande a base di frutta e, di conseguenza della frutta stessa, nello svolgere un’importante azione anti-infiammatoria in associazione con un pasto ad alto contenuto in lipidi, induttore di stress infiammatorio e di fattori di rischio cardiovascolare - spiega l’autore dello studio, il professor Mauro Serafini, ricercatore e responsabile del Laboratorio Antiossidanti dell’Inran.


È altresì importante rimarcare che il consumo di pasti ad alto contenuto in grassi ed energia debba essere fortemente controllato, ma nel caso in cui ci si conceda il lusso del pasto “fuori regola” e “una tantum”, è importante associarlo con alimenti ricchi di composti bioattivi, come un succo a base di frutta o la frutta stessa, per ridurre lo stress infiammatorio post-prandiale”.

 


Pubblicato da  Andrea Sperelli su Italia Salute il 2 febbraio 2012

 


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