Vegetalmente Sani

Perchè mangiare in modo scorretto quando tutte le evidenze scientifiche dimostrano ormai che una dieta equilibrata può evitare almeno un terzo della mortalità per cancro?

Grazie alla presenza in alcuni alimenti degli antiossidanti, in grado di combattere i radicali liberi dell'ossigeno, le nostre scelte alimentari possono proteggerci dai tumori, ma anche da altre ...

 

patologie tipiche della società del “benessere”, come diabete, ipertensione, Sindrome Metabolica e alcune malattie neurologiche degenerative. Fermo restando, va ribadito, che l'alimentazione deve essere associata a buone abitudini di vita ( come l'attività fisica costante) e all'astensione dal fumo.


La cosiddetta “chemioprevenzione alimentare”, a differenza della
chemioprevenzione farmacologica, consiste proprio nel contrastare l’insorgenza, lo sviluppo e la recidiva dei tumori attraverso l'introduzione in tavola ogni giorno di sostanze naturali contenute negli alimenti, capaci di interrompere o fare regredire il processo di cancerogenesi. Come per la chemioprevenzione farmacologica (molto studiato, per esempio, è il ruolo dell’acido acetilsalicilico, la nota aspirina, nel cancro del colon retto), si tratta di una prospettiva applicabile a molti tumori, di cui sono note le cause e che hanno un lungo periodo di latenza tra l’inizio dell’esposizione alla sostanza nociva e l’insorgenza della malattia.


Uno dei bersagli ideali della chemioprevenzione è quindi proprio il cancro del colon retto, al secondo posto tra le cause di morte per tumore con 270.000 decessi l’anno, in quanto il processo di trasformazione tumorale delle cellule intestinale è lungo e reversibile. - Sostiene il professor Ercole De Masi, Primario dell’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale San Carlo di Roma (telefono ambulatorio 06-39706235). - In futuro, la chemioprevenzione, soprattutto quella alimentare, rappresenterà la strategia principale contro le neoplasie in generale, in particolare quella intestinale, soprattutto nelle persone ad alto rischio: con familiarità per questo tumore, con pregressa neoplasia, con Poliposi Adenomatosa Familiare, una condizione ereditaria associata a un rischio elevato cancro del colon, o affette da Sindrome Metabolica.


Un'alimentazione ad alto contenuto di antiossidanti, quantificabile con il sistema ORAC (acronimo di Oxygen Radical Absorbance Capacity – capacità di assorbire i radicali dell’ossigeno), protegge perciò dal cancro, con risultati sempre più incoraggianti sul loro effetto chemiopreventivo: cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura apportano circa 5000 unità ORAC (cento grammi di frutti di bosco ne apportano già 1500), una quantità raccomandata e sufficiente per proteggersi dai radicali liberi nocivi per il DNA cellulare.


In pratica, - consiglia De Masi- ogni giorno e fin da piccoli bisognerebbe fare il pieno di cibi anti-cancro, ricchi di fibre e sostanze antiossidanti, come il betacarotene, la vitamina C, la vitamina E, i polifenoli, i minerali, quali il selenio, il rame e lo zinco, i flavonoidi e gli isoflavoni, sostanze simili agli estrogeni naturali. Per riuscirci, basta abbondare in frutta e verdura, olio extravergine di oliva (ricco di vitamina E, utile nella prevenzione del cancro del seno e del colon), pesce e legumi, ma anche pane, riso e pasta integrali (da limitare però se si è in sovrappeso).


Tra gli alimenti con potere antiossidante, non vanno trascurati i pomodori, ricchi di vitamina C e licopene, i broccoli, i cavoli, i cavolfiori, contenenti l’indolo-3-carbinolo, utile per prevenire il tumore del colon, della mammella, delle ovaie e della prostata”. Contengono isoflavoni i frutti di bosco (antocianine), i legumi e la soia, mentre te nero e verde sono ricchi di catechine, le carote, la barbabietola e le verdure giallo-arancione o verde scuro, di betacarotene. I cereali possiedono a loro volta vitamina E, l’uva (e quindi il vino) il resveratrolo, l’aglio gli allisolfuri e la quercetina.Dotati di attività anti-infiammatoria sono gli omega -3, in particolare l’acido eicosapentaenoico, che ha mostrato proprietà antitumorali in sperimentazioni sull'animale, ma suggerite anche nelle persone con poliposi adenomatosa familiare.



Da non trascurare poi il ruolo delle fibre e della flora batterica intestinale:
le prime (contenute nei cereali integrali, oltre che in frutta e verdura), consumate con regolarità, abbattono il rischio di tumore del colon retto del 30-40 per cento, mentre i probiotici (batteri vivi contenuti soprattutto nello yogurt) impediscono la crescita massiva di agenti patogeni, riducendo l'infiammazione e l'eventuale produzione di sostanze cancerogene. Vanno invece evitati gli alimenti ricchi di calorie, i grassi animali, la carne rossa, gli alimenti raffinati e poveri di fibre, le bevande zuccherate e quelle superalcoliche, il sale, così come alcuni metodi di cottura e di conservazione: l'affumicatura, la conservazione sotto sale, la cottura ad alte temperature e a fuoco vivo con carbonizzazione (alla brace), possono formare metaboliti cancerogeni.

 

 


Pubblicato da Brigida Stagno su Tiscali.it il 16 gennaio 2012

 


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