Vegetalmente Sani

Rivolta contro i cibi sani nelle università UsaRivolta contro i cibi sani nelle università Usa

Dalla pizza e patatine fritte a un piatto di quinoa con verdure. Dall’hamburger con una striminzita foglia di lattuga, alle zuppe di verdure e legumi: le mense del distretto scolastico di Los Angeles da qualche mese hanno cambiato regime.

Per adeguarsi alle direttive governative statunitensi in tema di salute e alimentazione infatti, che prevedono per esempio che metà del piatto del giorno sia composto da frutta e verdura, hanno ritoccato i loro menu del nuovo anno scolastico, aggiungendo molte più verdure e tagliando su grassi, fritti, alimenti ipercalorici.

Un ulteriore passo in avanti per combattere anche a scuola la diffusione di obesità e diabete, dopo quello di alcuni anni fa di bandire le bevande zuccherate e gassate dai distributori.

Ma questo ultimo intervento non è piaciuto agli studenti, oggi sul piede di guerra: chiedono all’amministrazione scolastica di tornare sui suoi passi e ricominciare a servire i vecchi pasti. Tra i più arrabbiati, c’è chi dichiara di avere mal di testa per via della nuova dieta, o di soffrire di anemia, mentre in molti istituti si registra il fiorire di un mercato nero di cibi-spazzatura rivenduti sottobanco.

 

I NUOVI MENU – Il cambiamento sui vassoi dei self service dei college di Los Angeles (650mila pasti al giorno serviti) a dire il vero è stato sostanzioso: per rispondere alla necessità di inserire più verdure per esempio, le mense hanno iniziato a servire curry di verdure miste, zuppe orientali coi noodles, pad thai (piatto orientale con spaghetti, pesce, verdure), quinoa (simile al miglio, e senza glutine, si mangia mista a carne, pesce o verdure come il cous cous).

Piatti dai nomi strani, ma solitamente mangiati in molte case americane all’ora di cena. Che hanno sostituito pizze, patatine, hamburger, corn dogs (i wurstel su stecco diffusi negli Stati Uniti). Aboliti o ridotti anche le bevande zuccherine (latte aromatizzato alla fragola, alla cioccolata), le crocchette di pollo fritto, i nachos (le famose patatine di mais della cucina tex mex) a favore di alimenti nutrienti, sani, freschi, ma con meno grassi, fritti, sale e zuccheri.

 

LA REAZIONE – Inaspettata, almeno secondo i responsabili dei nuovi menu del Los Angeles Unified School District, la reazione di molti studenti. Le lamentele infatti hanno iniziato a fioccare: lettere e telefonate che denunciavano come i pasti non fossero di gradimento dei ragazzi, con giudizi tranchant, del tipo “sembra cibo per cani”.

Alcuni genitori invece – ancor peggio – avvertivano le istituzioni scolastiche del peggioramento delle condizioni di salute degli studenti: molti ammettevano di soffrire di mal di testa, altri di principi di anemia, spossatezza, ma anche mal di stomaco. Dovuti, probabilmente, più che ad aver assaggiato i nuovi menu con alcune variazioni sulla cucina etnica, a non aver mangiato affatto.

 

CHIPS SOTTOBANCO – In molte scuole infatti, i vassoi a fine pasto vengono riconsegnati quasi intonsi, come racconta anche il Los Angeles Times, entrato in alcune delle mense che servono i nuovi menu. Cartoni del latte (rigorosamente naturale, senza aggiunta di zuccheri e coloranti) ancora chiusi, piatti nemmeno toccati fasciati nella pellicola trasparente sarebbero all’ordine del giorno.

Per contro, avrebbero molto successo i panini (anche hamburger), le patatine, merendine, dolcetti e bevande gassate rivendute sottobanco da alcuni studenti. Una sorta di piccolo mercato nero (oltre a quello delle macchinette automatiche distributrici di snack, nelle scuole dove queste sono contemplate) fiorente all’interno degli istituti scolastici, a cui si aggiungono i cibi pronti che molti ragazzi portano direttamente da casa.

Una situazione che ha creato un paradosso: da quando le scuole offrono menu più ricchi e salutari, gli studenti mangiano invece meno e male.

 

IL FUTURO – Per questo motivo alcune mense hanno già ritoccato i menu, limandone le pietanze più criticate e proponendo alternative salutiste ai vecchi piatti, serviti fino allo scorso anno. La pizza per esempio, viene ora riproposta ma preparata con farina biologica, formaggio magro e salsa senza sale, così come gli hamburger sono tornati nell’offerta quotidiana delle cucine scolastiche.

Non tutto il male comunque vien per nuocere: accanto a critiche selvagge, una percentuale di studenti ha mostrato di gradire alcune insalate fresche di verdure e la frutta, al posto degli snack confezionati.

 

 

Pubblicato sul CorriereDellaSera del 19 dicembre 2011

 


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