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Cetriolo: amaro, ma dalla sua genetica viene buona medicinaL'alta tecnologia della genomica e la medicina tradizionale cinese si sono unite per permettere a dei ricercatori di identificare i geni responsabili del sapore amaro intenso dei cetrioli selvatici.


La domesticatura di questa amarezza, ha reso dei cibi popolari i cetrioli, le zucche e i loro parenti, ma gli stessi composti hanno anche il potenziale di curare il cancro e il diabete.


"Non si mangiano i cetrioli selvatici, a meno che non si voglia usarli come purgante", ha detto William Lucas, professore di biologia vegetale all'Università della California di Davis, il coautore della ricerca pubblicata il 28 novembre dalla rivista Science.


Quel sapore amaro delle cucurbitacee selvatiche (la famiglia che comprende cetrioli, zucca, melone, anguria e zucchine) è dovuto ai composti chiamati cucurbitacine e protegge le piante selvatiche dai predatori.


La frutta e le foglie delle cucurbitacee selvatiche sono usate nella medicina indiana e cinese da migliaia di anni, come emetici e purganti e per il trattamento delle malattie del fegato. Più di recente, i ricercatori hanno dimostrato che le cucurbitacine possono uccidere o sopprimere la crescita delle cellule tumorali.


Sappiamo che l'amaro è controllato da due tratti genetici: il «Bi» che conferisce l'amaro all'intera pianta ed il «Bt», che determina un frutto amaro. Nel nuovo lavoro, Lucas, Sanwen Huang dell'Accademia Cinese delle Scienze Agricole, e i colleghi, hanno impiegato la più recente tecnologia di sequenziamento del DNA per identificare le esatte variazioni del DNA associate al gusto amaro.


Hanno anche assaggiato un gran numero di cetrioli. "Per fortuna questa è una caratteristica facile da testare", ha detto Lucas. "Basta masticare una foglia di frutto di cetriolo e la lingua ti dà la lettura!".


Sono riusciti ad identificare nove geni coinvolti nella produzione di cucurbitacine, e a dimostrare che la caratteristica può essere ricondotta a due fattori di trascrizione che attivano questi nove geni, sia nelle foglie che nei frutti, per produrre cucurbitacine.


La nuova ricerca dimostra come la domesticazione ha ottimizzato la genetica del cetriolo per rendere il frutto più commestibile. Comprendere questo processo potrebbe aprire nuovi approcci per lo sviluppo di altre colture alimentari a base di piante che in natura non sono edibili o hanno una cattiva nutrizione, ha detto Lucas.


Potrebbe anche rendere molto più facile produrre cucurbitacine in quantità sufficienti da usare negli studi clinici e potenzialmente in medicina, ha detto Lucas. Ad esempio, il farmaco anti-malarico artemisinina, derivato in origine dalla medicina tradizionale cinese, viene ora prodotto sotto forma di molecola precursore nel lievito o attraverso sistemi di biologia sintetica.

 

 

 

 


Fonte: University of California via EurekAlert! (>English text) - Tradotto da Franco Pellizzari

Riferimento:  Y. Shang, Y. Ma, Y. Zhou, H. Zhang, L. Duan, H. Chen, J. Zeng, Q. Zhou, S. Wang, W. Gu, M. Liu, J. Ren, X. Gu, S. Zhang, Y. Wang, K. Yasukawa, H. J. Bouwmeester, X. Qi, Z. Zhang, W. J. Lucas, S. Huang. Biosynthesis, regulation, and domestication of bitterness in cucumber. Science, 2014; 346 (6213): 1084 DOI: 10.1126/science.1259215


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